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Vista laterale destra di un AR-7 con la calciatura marrone striata

Vista laterale destra di un AR-7 con la calciatura marrone striata

La ArmaLite facente parte della Fairchild Engine and Airplane Corporation, fu fondata nel 1954 ed è nota al grande pubblico principalmente per la realizzazione di due fucili, l’AR-10 e l’AR-15, armi moderne, leggere, contraddistinte da un design avanzato che utilizzavano nuove leghe metalliche e fibre plastiche, discostandosi abbastanza radicalmente dalle realizzazioni tradizionali dell’epoca.

La ArmaLite però non si dedicò solo alla realizzazione specifica di fucili d’assalto, ma progettò anche altre armi, alcune solo a livello di prototipo, mentre altre entrarono in produzione ed ebbero un determinato successo come l’AR-5 e l’AR-7. L’AR-5, camerato per la munizione .22 Hornet, consisteva in un fucile a ripetizione ordinaria scomponibile, il cui castello, canna e caricatore potevano essere alloggiati all’interno della calciatura, realizzata in “fiberglass”, ed era in grado di galleggiare sull’acqua. Fu realizzato a seguito della  richiesta dell’US Air Force per una nuova arma da sopravvivenza lunga destinata a piloti ed equipaggi degli aeromobili per rimpiazzare ed affiancare le armi, al momento, in dotazione consistenti nell’M4 “survival” calibro .22 Hornet e nell’M-6 monocolpo, a doppia canna, in calibro 22 Hornet/.410. La domanda sembra fosse stata avanzata per la necessità di fornire agli equipaggi un’arma più leggera, migliore, dalle dimensioni più compatte e dalle capacità superiori ai modelli in uso. L’AR-5 superò i test militari e fu adottato con la sigla “MA-1 Survival Rifle”. Tuttavia, pur essendo un progetto valido ed innovativo, a seguito di problemi di bilancio ed alla larga disponibilità di M6, il numero di esemplari acquistati fu limitatissimo. Il progetto dell’AR-5 divenne però la base di partenza per una realizzazione successiva civile denominata “AR-7 Explorer” che, realizzata nel 1959 – durante gli anni della guerra fredda – ebbe un buon successo commerciale ed è tuttora costruito ad oltre cinquanta anni dalla sua presentazione. Destinato principalmente al mercato civile, fu tuttavia utilizzata anche a livello militare in forma non ufficiale come acquisizioni personali di personale Nato, operante nel sud-est asiatico durante gli anni Sessanta e Settanta e dalle Forze Armate israeliane sia in versione base sia in una versione modificata, provvista di canna più corta ed altre modifiche. Nel 1973 il progetto dell’AR-7 fu ceduto alla Charter Arms, che ne proseguì la produzione per poi passare alla Survival Arms Inc., alla AR-7 Industries ed infine giungere alla Henry Repeating Arms, l’attuale produttore, che ha rivisto il progetto originale, effettuando alcune modifiche, e lo ha rinominato “Henry US Survival rifle”. Quest’ultimo continua a mantenere una consistente “nicchia” di mercato tra appassionati ed escursionisti americani.

Il manuale di istruzioni originale per uso, assemblaggio e mantenimento fornito con l’arma

Il manuale di istruzioni originale per uso, assemblaggio e mantenimento fornito con l’arma

L’AR-7 nel dettaglio

L’AR-7 è una carabina semiautomatica a funzionamento “blowback” camerata per la munizione .22 Long Rifle, in grado di impiegare sia la versione standard sia quella ad alta velocità; l’alimentazione è fornita da un caricatore monofilare estraibile da otto colpi. Il castello è costruito in lega di alluminio verniciato in nero e le parti meccaniche interne sono in acciaio. La caratteristica principale dell’arma, come l’AR-5, è quella di poter essere smontata facilmente ed i componenti, canna, castello e caricatore, possono essere alloggiati all’interno del calcio prodotto in materiale sintetico e disponibile nella colorazione marrone, verde striato e marrone striato. Un’ulteriore caratteristica consiste nella galleggiabilità, sia in configurazione assemblata e pronta all’uso sia racchiusa nella calciatura. Sul lato destro del castello è contrassegnata con il logo dell’ArmaLite, la dicitura “AR-7 Explorer” e “Costa Mesa, Calif. U.S.A. Pantents Pending”; la matricola appare, più in basso, sulla parte anteriore della guardia del grilletto. La sicura è posta sul lato posteriore destro del castello e la posizione di sicurezza è indicata da una freccia con la punta verso il retro dell’arma con la dicitura “SAFE” all’interno. L’AR-7 normalmente si presenta racchiuso nel calcio contenitore, quindi per poterlo assemblare dovremo per prima cosa rimuovere la chiusura posteriore ed estrarre tutti i componenti, successivamente posizioneremo il castello nello “slot” frontale della calciatura e lo avviteremo alla stessa tramite il “vitone” posto alla base dell’impugnatura a pistola.

Potremo quindi passare al montaggio della canna sul castello allineandola tramite i riferimenti presenti e serrarla con l’anello a vite di chiusura. Riposizionato la chiusura posteriore sul calcio ed inserito il caricatore l’AR-7 è pronto all’uso, una operazione molto veloce come anche lo smontaggio procedendo chiaramente nell’ordine inverso. La mira posteriore è una diottra regolabile in altezza, tramite una apposita vite, mentre quella frontale è una rampa regolabile in deriva.

I cinque componenti dell’AR-7 che può essere assemblato o disassemblato in pochissimo tempo e senza attrezzi specifici

I cinque componenti dell’AR-7 che può essere assemblato o disassemblato in pochissimo tempo e senza attrezzi specifici

Negli esemplari sottoposti ad uso intensivo ed in condizioni climatiche avverse, od in esemplari particolarmente datati, si è notato che il calciolo posteriore di chiusura tende a perdere parte della propria ermeticità ed a far filtrare dell’acqua all’interno del calcio, se immerso in acqua, tuttavia questo non procura danni all’arma. La pulizia ordinaria dell’arma è semplice grazie alla facilità di smontaggio dei componenti base. Eventualmente, dopo usi intensi oppure ad intervalli periodici, è consigliabile smontare la copertura  posta sul lato sinistro del castello, tramite la rimozione di una vite, ed eliminare possibili residui di polvere oltre che rilubrificare i componenti interni.

Un progetto ben riuscito

Un solo caricatore può essere incluso nella calciatura, quindi eventuali caricatori aggiuntivi dovranno essere portati separatamente; in commercio sono inoltre reperibili caricatori da dieci colpi e di capienza maggiore. Come tutte armi semiautomatiche in .22 LR, è abbastanza sensibile al tipo di munizione impiegata, ed una prova di varie marche e specifiche sarà necessaria per valutare quelle più idonee ad un perfetto funzionamento ed alle necessità di utilizzo. La canna è priva di rampa di alimentazione, quindi i caricatori dovranno essere sempre in buone condizioni, con una particolare attenzione alle “labbra” di alimentazione per garantirsi un funzionamento affidabile di fuoco. Seguendo queste semplici note, connesse con una moderata lubrificazione del gruppo otturatore, non avremo, in genere, alcun malfunzionamento anche durante sessioni prolungate di tiro con una ragionevole precisione di tiro. La posizione di tiro più semplice, favorita anche dalla leggerezza dell’arma, consiste nell’imbracciarla con una mano sull’impugnatura a pistola mentre l’altra è posizionata sulla parte anteriore del castello, dove è inserito il caricatore. Nel corso degli anni sono stati prodotti vari accessori e parti per possibili modifiche, come canne più corte, similari a quelle utilizzate dagli israeliani, silenziatori, calcioli a stampella e supporti per ottiche e sistemi vari di mira. Considerando che fu ideata nel 1959, come arma da sopravvivenza per il mercato civile, si dimostra un progetto ben riuscito, dal peso contenuto, trasportabile anche all’interno di uno zaino o posizionabile facilmente all’interno di un veicolo od aeromobile come inteso dal progetto originario. Un ulteriore punto a suo favore, come sottolineato da utilizzatori americani, è la facilità d’impiego in emergenza anche da soggetti con limitata esperienza.

Philip Arena Jr.

L’articolo è stato pubblicato sul n° 9-2013 di Armi Magazine

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