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Il salone londinese Defence Security and Equipment International è diventata la sede abituale per la presentazione delle novità di Beretta Defense Technologies; se due anni fa era toccata al nuovo fucile di precisione Sako TRG M10, oltre che dello stesso marchio BDT, il 2013 ha visto la prima uscita pubblica dell’ARX-160A3, l’ultima versione (per ora?) del fucile d’assalto in dotazione in diverse migliaia di esemplari all’Esercito Italiano, oltre che a numerose forze armate e di polizia di altre nazioni. Proprio dall’esperienza sul campo e dall’analisi dei requisiti che si incontrano con maggiore frequenza nelle gare alle quali Beretta partecipa per aggiudicarsi nuove commesse. Accanto a quelle miranti al rinnovo dell’intera dotazione delle armi individuali di una forza armata, ad esempio l’esigenza indiana, sono sempre più frequenti le gare per poche migliaia di fucili destinati a soddisfare le esigenze di team specifici.

Parola d’ordine: flessibilità
Da qui la decisione di rendere l’arma ancor più flessibile in termini di adattamento ai requisiti. Uno di quelli che emergono con maggiore insistenza è la compattezza, ritenuta fondamentale da numerosi reparti. Una prima misura è stata quella di accorciare la carcassa dell’arma di 34 mm, ma questa da sola non era sufficiente a soddisfare l’esigenza. Da qui la disponibilità di tre misure di canna più compatte rispetto a quelle dei modelli A1 e A2; l’ARX-160A3 può essere infatti dotato oltre alla canna standard da 16 pollici anche di canna da 14, 11 e 9,5 pollici (356, 279 e 241 mm), le prime due già disponibili e la terza in sviluppo. Altro requisito frequente è quello legato alla possibilità d’impiego (e alla fornitura) di un silenziatore/soppressore; ciò ha portato all’adozione di una valvola a due posizioni, N (Neutral) e S (Suppressor) sistemata all’estremità anteriore della canna nella parte superiore. La valvola può essere ruotata facilmente infilando nell’occhione la punta di una munizione. La presenza della valvola ha portato a un arretramento della presa del gas, e quindi le canne del nuovo modello non sono compatibili con i modelli precedenti, e viceversa. Da notare che solo le canne da 16, 14 e 11 pollici sono dotate di valvola, mentre quella da 9,5 pollici ne è priva. La canna è disaccoppiata dalla carcassa al fine di consentire il superamento della prova di tiro consecutivo di 13 caricatori, come nella versione A2; il nuovo manicotto è pero prodotto in alluminio trattato e non più in materiale ceramico. L’adozione di un silenziatore, quello offerto è il Rotex-Beretta, ha portato all’installazione di uno spegnifiamma dedicato, che può essere sostituito da uno di diverso disegno se il cliente lo desiderasse. A questo punto non restava che intervenire sul calcio, che è stato anche lui accorciato oltreché snellito, mentre è stato migliorato il sistema telescopico per la sua regolazione in lunghezza, e il bottone di apertura è stato maggiorato per facilitarne l’impiego.

L’inizio della produzione
Novità anche per i comandi; il selettore, che prima ruotava di 90°, adesso ruota di 180°, con ogni posizione, sicura, colpo singolo e raffica, separata di 90° da quella precedente e/o successiva. Il bottone di rilascio dell’otturatore è infatti diventato una slitta ambidestra, sistemata nella parte anteriore del ponticello. Sono state anche adottate nuove mire più solide, e le feritoie nella parte superiore della cassa sono state allargate al fine di favorire il raffreddamento della canna e per permettere una più facile fuoriuscita del materiale in occasione di prove estreme in acqua o in presenza di sporco. Quanto alle rotaie per gli accessori, quella superiore rimane simile a quella adottata sul modello A2, mentre quelle laterali sono più corte e quella inferiore può essere rimossa per installare il lanciagranate. Il prototipo visto a Londra era in colore nero, ma l’arma è disponibile anche in coyote tan. L’inizio della produzione dell’ARX-160A3 è prevista entro la fine di ottobre 2013. Inizialmente l’unica canna disponibile sia in 5,56×45 mm che in 7,62×39 mm è quella standard da 16 pollici, mentre le altre sono solo nel calibro Nato, ma in prospettiva anche queste dovrebbero essere rese disponibili per l’uso del munizionamento est-europeo.

Paolo Valpolini

L’articolo è stato pubblicato sul numero novembre 2013 di Armi Magazine

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