E’ trascorso un anno esatto dall’entrata in vigore del nuovo Regolamento Comunitario (142/2011) in materia di controlli veterinari alle frontiere. Sono stati uniformati i controlli sulle importazioni dei prodotti/sottoprodotti di origine animale e perciò sui trofei di caccia.
Nel primo punto d’ingresso nella Comunità Europea (aeroporto o porto) è obbligatoria l’effettuazione del controllo veterinario sui trofei di caccia non finiti (not mounted) ovvero su quelli che sono stati sottoposti solamente al processo di prima preparazione, ovvero salatura, sbiancatura, disinfezione etc. normalmente definito all’estero Dip&Pack..
I trofei devono giungere scortati dal certificato veterinario estero, redatto, firmato e timbrato dal Veterinario Ufficiale del Paese esportatore. Il certificato deve essere quello previsto dal Regolamento in questione, ma non è sufficiente, i trofei devono essere stati “trattati” da un operatore registrato nel database della Comunità Europea. In pratica chi svolge l’attività di preparazione deve chiedere al proprio Ente Veterinario di essere registrato quale autorizzato e l’Ente che concede la registrazione deve notificare agli Organi competenti comunitari gli estremi dello stesso. Sul sito web della Comunità Europea è possibile controllare l’iscrizione degli operatori, questo l’indirizzo:
http://ec.europa.eu/food/food/biosafety/establishments/animal_byproducts_en.htm
cliccando su:
http://ec.europa.eu/food/food/biosafety/establishments/third_country/index_en.htm
poi:
https://webgate.ec.europa.eu/sanco/traces/output/non_eu_listsPerActivity_en.htm
quindi nella Sezione Animal by products cliccando nella Section VI: Game trophies plants si potrà accedere al Paese di interesse.
Tranne qualche eccezione in corso di registrazione la maggior parte dei Paesi che offrono la possibilità di andare a caccia hanno provveduto ad adeguarsi; diversamente vedrebbero, senza deroghe, respinta la spedizione. Questo è già accaduto (anche solo per errata compilazione del certificato non solo per mancanza di quanto sopra) ma scenderò nel particolare prossimamente esaminando i casi e l’atteggiamento a volte veramente poco elastico delle Autorità di Frontiera, per fortuna non del nostro Paese.
SCI Italian Chapter, in collaborazione con Lorenzo Marchisio di Baldazzi SRL




















